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Abstract

Espansione nel paziente a fine crescita: how far can we go, indicazioni e limiti

Il deficit trasversale del mascellare superiore è un reperto frequente anche oltre il periodo dello sviluppo puberale, ma la sua correzione diventa progressivamente più complessa con l'avanzare della maturazione scheletrica, a causa della progressiva interdigitazione e fusione della sutura palatina mediana. Se nel paziente in crescita l'espansione rapida convenzionale (RPE/RME) tooth-borne rappresenta il gold standard consolidato, nel paziente a fine crescita la scelta terapeutica richiede una valutazione più articolata. Le opzioni terapeutiche disponibili spaziano dall'espansione ancorata a miniviti (MARPE), non chirurgica, fino alla SARPE (espansione palatale rapida chirurgicamente assistita), passando per procedure intermedie mini-invasive come corticotomie e corticopunture, proposte per superare i limiti della MARPE nei pazienti con maturazione scheletrica avanzata. La MARPE consente in molti casi di ottenere valori di espansione scheletrica sovrapponibili a quelli della SARPE, con minore morbidità e costi biologici inferiori; tuttavia l'evidenza scientifica sulla sua reale efficacia ed effetti a lungo termine rimane limitata, e restano da chiarire i predittori clinici e radiografici di successo o insuccesso. La SARPE, pur gravata da rischi, costi e morbidità propri della chirurgia, resta l'opzione con maggiore prevedibilità nei deficit più severi o nei pazienti completamente maturi. Obiettivo della lecture è offrire un framework decisionale pratico — diagnostico, biomeccanico e prognostico — per rispondere alla domanda "how far can we go": fino a che punto è possibile ottenere un'espansione scheletrica stabile senza ricorrere alla chirurgia, quali sono i limiti reali della MARPE nei diversi gradi di maturazione suturale, e quando la SARPE resta invece l'opzione di scelta